COMPLICI                SCHEDA TECNICA            RASSEGNA STAMPA
di NINA ZUCCO


Elaborazione e messa in scena: ALESSANDRA VANZI e  PATRIZIA BETTINI


Tamara Dresda: ALESSANDRA VANZI

 

Tamara  Hiroshima: PATRIZIA BETTINI

Luci: DANILA  BLASI

 

Scena: MARCO SOLARI E ROBERTO RICCI

Si  ringraziano ZANAHORIA e  RAFFAELLA OTTAVIANI

 

Sulla scena di una  tavola calda astratta   due attrici disoccupate, simili e complementari, propongono i disastri  tragico ridicoli delle loro vite parallele   al miglior offerente.   Un tavolo caldo di sangue e la materia informe dell'infanzia.  Nell'occhio del ciclone  si coagulano sempre le vicende del  corto  circuito mentale. La materia grezza diventa materia greve e le due  "Complici" devono usare il coltello coi mostri che escono dal passato. Terrazzini, giardini, collegi.  Padri, amori, matrigne, nonni. Sul  tavolo c'è del caffè caldo preparato con poca acqua.

NINA  ZUCCO nasce a Toronto nel 1957 da madre ungherese e padre italiano.  Insegna antropologia all'Università della città natale. Durante un soggiorno  in Italia registra una serie di testimonianze di donne, da cui svilupperà il  progetto per un ciclo di lezioni sulla figura femminile contemporanea nei  paesi latini. "COMPLICI" nasce dall'elaborazione di due di queste  storie, tuttora inedite, che abbiamo individuato tra le tante come più  contigue.                                                                                        
ALESSANDRA  VANZI, autrice e attrice, è fondatrice con Giorgio Barberio Corsetti e  Marco Solari de "La Gaia Scienza" e poi della compagnia "Solari Vanzi"   con cui ha realizzato spettacoli dal 1979 al 2003. Oltre che in teatro  ha lavorato nel cinema (Bertolucci, Campion, Minghella), in radio e in  televisione.

PATRIZIA BETTINI nasce come poetessa partecipando  al Primo Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano. Lavora in  seguito come attrice e cantante soprattutto nell'ambito del teatro di  ricerca romano in progetti di confine tra musica, teatro, danza e arti  visive.

E un lavoro sulla narrazione, sulla voce, non cristallizzato  in una forma scritta, che mantiene le slegature sintattiche, fa dialogare  due donne che non sapevano di potersi somigliare, e costruisce uno spazio e  una situazione che rende possibile l'incontro tra le due  realtà.

 

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Sala Uno, Roma, nel giugno 2004.

 

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