VIAGGIO IN UNA TAZZINA DI CAFFE

Lo spettacolo prende spunto dal libro che ho scritto due anni fa: "Viaggio in una tazzina di caffè".
 
È un viaggio con una macchina del tempo che ha forma di una tazzina di caffè.
Il caffè non è mai mancato nella casa dei nonni giù al sud, nemmeno nei momenti più brutti, lì soprattutto a palate, con relativi racconti e sensazioni collettive.
Viaggiare è un sogno, sognare è viaggiare e volare.
Volare è un sogno che faccio ancora tuttora e mi fa capire che mai smetterò di sognare, quindi di scoprire con la curiosità dei bambini il mondo e questa vita di fuoco.
Nello spettacolo la figura chiave è mia madre, la chiave , l'Angelo, l'amica, la Musa, colei che condivide con me una tazza – sogno -viaggio di caffè.
Lei, che un tempo aveva sotterrato le sue scarpine da ballo perché il padre non voleva assolutamente che ballasse.
Lei, che come per incanto invece si accorge che la memoria ha un altra luce.
Lei, che ora le riprende,da bambina a donna e riscatta tempo e ricordi.

È  un viaggio in certi momenti buffo attraverso tutto ciò che si vorrebbe accadesse ma accade poi in una forma che mai avremmo immaginato così.
È  questa la sorpresa che avvolge e ci insegna se non si da mai per scontato nulla , se non si affoga nei pregiudizi.
È un viaggio attraverso sensazioni, ricordi, la memoria del futuro.
È un viaggio attraverso gli occhi di una volpe rossa.

Coreografia : Aida Vainieri
(note biografiche)
Scena: Aida Vainieri
In scena : Ada Gioioso, Aida Vainieri


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